Andrea Doria

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                                                                                   Andrea Doria

                                                         “Principe” della Repubblica di Genova

Personaggio  unico e particolare, sfruttato politicamente,  sicuramente a  “sua insaputa”, nel 1800 e successivamente.  Maltrattato o osannato dagli uni e dagli altri.

 

All’analisi condotta da molti studiosi neutrali ne esce, per molti aspetti un abile e moderno politico che, “imparerà, nel corso degli anni la lezione della complessità del mondo”… imparerà a farsi amici anche tra i propri nemici”… e che “nei confronti dell’Islam, grande nemico della cristianità, cercherà di mantenere, pur combattendolo, spesso con valore, una porta aperta al dialogo, al negoziato e al rispetto dell’avversario” : “ conosci il tuo avversario, rispettalo, cerca l’ alternativa allo scontro”  .  Andrea Doria “tratta i suoi ospiti da re, si sente il vero principe di Genova , ma rifiuta sdegnosamente il dogato a vita che gli aristocratici gli propongono “( brani tratti da Pierangelo Campodonico - Andrea Doria- Tormena editore Genova 1997)

 

Andrea Doria nasce  nel 1466 ad Oneglia e termina  la sua esistenza a Genova nel 1560, all’età di 94 anni: già un fatto eccezionale al suo tempo.

 

 Impossibile riassumere in poche righe la lunga e complessa vita dell’ammiraglio.

 

La madre di Andrea è nativa dello splendido Borgo di Dolceacqua, il padre di Ceva.

Non è  fortunato nella divisione dell’eredità di famiglia, essendo solo secondogenito,  quando nel 1484 rimane orfano. Andrea si trasferisce a Roma al servizio di Nicolò Doria che comandava le guardie papali di Innocenzo VIII. Quando il papato passa a Alessandro IV, Borgia, Andrea va ad Urbino al servizio dei Montefeltro prima e poi dei Della Rovere.

Solo nel 1513 , all’età di 47 anni, Andrea entra al servizio del Comune  di Genova al comando di due galee destinate alla protezione delle riviere. Si può dire che in quel momento termina la “formazione” di Andrea e inizia la sua ascesa.

In quel momento nel Comune di Genova si stanno combattendo faide tra famiglie che minano la prosperità del piccolo Stato; i francesi e gli spagnoli si intromettono, in qualche modo, nella faide interne per acquisire il controllo della piccola ma strategica città.

Nella lotta terribile tra le famiglie,  si inserisce l’assedio dei francesi che occupano l’importante fortezza della Briglia nella zona del promontorio. Nella battaglie navali tra le navi francesi e le galee di Andrea Doria, l’ammiraglio si sa destreggiare abilmente e acquista fama sempre più alta.  Iniziano anche  in quel periodo le battaglie di Doria contro i pirati che infestano il mediterraneo. Un primo scontro nel 1519 vede la vittoria del genovese nelle acque dell’arcipelago toscano. La lotta tra francesi e spagnoli, per il controllo dell’Italia , prosegue .

Regnano Francesco I e Carlo V.  Andrea Doria è al fianco del Doge Fregoso che è alleato dei francesi. La flotta di Andrea Doria acquista la fama di invincibilità: riesce a rifornire, dal mare, gli assediati di Marsiglia mentre, da terra Carlo V occupale terre provenzali. L’unico alleato dei francesi che non subisce sconfitte è l’ammiraglio genovese. Tra il 1523 e il 1525 Doria vince molte battaglie e conquista Savona: affronta e vince la flotta di Carlo V . Ma nonostante i successi di Andrea, i francesi, di Francesco I vengono sconfitti nella battaglia di Pavia: il re viene fatto prigioniero e condotto in Spagna.

Andrea Doria è vincitore di tutte le battaglie ma “gioca” dalla parte dei perdenti e questo non lo aggrada.

Firma un contratto con il papa Clemente VII e diventa il comandante della flotta pontificia. Il papa, alleato con Venezia e Firenze e la Francia cerca di scacciare gli spagnoli dall’Italia. Riesce a conquistare Savona, Portofino e La Spezia ma non a liberare Genova. In una epica battaglia navale Andrea sconfigge gli spagnoli  in Corsica. Ma , per via terra gli alleati di Carlo V arrivano a Roma con il papa nascosto a Castel Gandolfo.

La flotta, inutilmente vittoriosa, di Andrea Doria è alle foci del Tevere e non si scontra con i nemici. 

Nel 1526 Andrea Doria stipula un contratto  con la Francia diventando il Comandante in capo della flotta del mediterraneo.  Insieme alle truppe francesi riesce a liberare Genova.

Nel 1527, a più di sessant’anni, Doria decide finalmente di sposarsi con una nobildonna non più giovane: Peretta Usodimare.

Intanto Andrea si avvicina in qualche modo alla Spagna di Carlo V, convincendosi che alla fine questi abbia il sopravvento sui francesi.

Andrea capisce che la Spagna ha bisogno di denaro liquido e di una flotta che controlli il mediterraneo e può avere sia l’una cosa che l’altra. Carlo V offre ottime condizioni economiche sui prestiti dei banchieri genovesi e la libertà alla città di Genova; a differenza dei francesi che avevano sempre preteso di controllare militarmente dalla fortezza della Briglia e da quella di Castelletto.

Doria e Carlo V instaurano delle segrete trattative e a fine di luglio del 1528, Doria manda un messaggio che detta le sue condizioni per allearsi con la Spagna.

L’accordo prevede la libertà per  Genova e il comando da parte di Andrea Doria di una flotta di 12 galee.

Il 9 settembre  1528, Doria sbarca vittorioso a Genova finalmente libera dai francesi ma rifiuta la corona che gli viene offerta a gran voce di popolo e chiede invece una riforma e la rinascita del Comune.  Il 12 ottobre un gruppo di “saggi” riformatori presenta la Costituzione voluta da Doria: si realizza una oligarchia di nobili.

 il Doge rimarrà  in carica due anni  ed sarà affiancato dal Gran Consiglio di 400 membri e da un Piccolo Consiglio di 100 membri;  la nobiltà viene divisa in “alberghi” ai quali si può accedere se si posseggono 6 case a Genova. Viene costituita una Commissione di 5 nobili censori che controllano tutte le cariche pubbliche. Andrea è nominato censore a vita. Genova diventa la Repubblica di Genova e non più “comune”.

Nel 1529 Carlo V passa  43 giorni a Genova ospite spesso di Andrea: lo insigna delle più alte onorificenze dell’Impero e lo fa Principe di Melfi e Duca di Tursi.

Nel frattempo, Andrea acquista il terreno di Fassolo (1521) e comincia la costruzione del suo palazzo che, preso ad esempio dalla nobiltà genovese , dà il via alla costruzione delle vie rinascimentali della città.

Tra il 1529 e il 1541 Andrea Doria si mette ancora in luce per i successi contro la pirateria barbaresca.

Congiura dei Fieschi: Il 2 gennaio del 1547 Doria cha ha superato gli 80 anni ed è nella sua Villa a Fassolo: tutto a Genova trascorre in apparente tranquillità.

Ma nella notte un componente della famiglia dei Fieschi, Gio Luigi Fieschi, riesce a convincere un drappello di uomini alla sollevazione popolare contro Doria. Dalla casa di Fassolo si ode il rumore della rivolta e il nipote prediletto di Andrea , Giannettino, va a verificare di persona verso la porta di San Tommaso ( zona della odierna stazione Principe) e lì viene ucciso. Doria, avvertito da un paggio riesce a far mettere al sicuro le donne in un convento vicino e fugge a cavallo , poi in galea e poi ancora a cavallo fino al castello di Masone, sull’Appennino.

Ma il Fieschi muore cadendo in mare alla Darsena durante la notte e il popolo di Genova non partecipa alla rivolta: così Doria, vecchio e indebolito ma ancora combattente, rientra  a Genova e ordina la vendetta contro i Fieschi.

Gli anni successivi vedono ancora Andrea impegnato per il controllo delle rivolte in Corsica.

Ancora nel 1551 e l’anno successivo il vecchio è in mare con le sue navi , all’età di 85 anni.

Il 21 settembre 1558 Doria apprende della morte di Carlo V.

 Il 25 novembre del 1560 Andrea Doria muore tra le braccia del suo fidato cameriere Antonio Piscina, al quale affida le sue volontà; Andrea dispone anche delle sue esequie che vuole senza funerale pubblico: così la notte successiva, in solitudine , la sua salma viene portata  fino alla Cripta che si era fatto costruire presso la Chiesa di San Matteo dallo scultore Montorsoli.

 

Tratto da diverse fonti , tra cui:

ANDREA DORIA – Pierangelo Campodonico – Tormena Editore – Genova 1997

BREVE  STORIA DEI GENOVESI – Paolo Lingua – Editori Laterza – Roma 2004