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Questo nuovo itinerario, facile e piacevole e privo delle faticose salite così frequenti a Genova, potrebbe rappresentare un primo approccio “panoramico” alla città soprattutto per chi avesse preso alloggio in un hotel nei pressi della stazione di P. Principe: uno sguardo dall’alto prima di inoltrarsi nell’intrico dei caruggi.

L’itinerario si può fare, ovviamente in senso contrario: salendo a Castelletto con l’ascensore citato dal Poeta Caproni ( quando sarà l’ora,  in Paradiso  ci andrò con l’ascensore di Castelletto) percorrendo in senso contrario la circonvallazione e si visiterà il Castello D’Albertis nell’ultimo tratto; in questo caso il mio consiglio è di non prendere l’ascensore Montegalletto per la discesa, ma inoltrarsi, a caso, nelle strade che scendono verso via Balbi, girando a destra all’uscita del Castello D’Albertis e imboccando la prima discesa che si trova: un bell’intrigo di strade caratteristiche e piacevoli, tutte in dolce discesa.

 

PERCHE’ UNA CORNICHE A GENOVA: nel 1800 Genova conosce una crescita importante della città: il tessuto urbano medioevale, sopravvissuto fino ad allora, non regge alla crescita del porto e della città. Inoltre la borghesia cittadina vuole allontanarsi dalla zona portuale e salire in collina per avere spazio, verde e il sole che tanto manca nelle case dei vicoli: nasce la “circonvallazione a monte”, una strada che abbraccia dall’alto, a mezza collina, la città vecchia.

Il risultato è una lunga strada in quota molto panoramica: questo itinerario ne propone una prima parte.

ITINERARIO: si parte da Piazza Acquaverde, di fronte alla Stazione Principe (1); la piazza si chiama in questo modo perché questo era un pianoro dove un rivo d’acqua creava una sorta di acquitrino; la Stazione prende il nome, invece dal “principe” della città del 1500: Andrea Doria che aveva costruito la sua dimora poco lontano da qui.  Andrea “principe” di Genova non lo era; la città era una repubblica; e nemmeno fu mai doge: era tuttavia “principe” di fatto.

Dalla Piazza raggiungiamo in pochi metri, dando le spalle alla stazione, la zona accanto alla Farmacia Pescetto, all’inizio di via Balbi: qui in uno slargo si trova l’entrata dell’ascensore Montegalletto (2),l’ascensore inizialmente costruito nel 1929 venne in seguito abbandonato perché per raggiungerlo era necessario percorrere a piedi 200 metri di galleria buia e per niente gradevole;  fu così che dopo anni di abbandono, nel 2004, fu costruito un nuovo impianto particolarissimo e raro da trovare in giro per il mondo, rappresenta di per sé una curiosità interessante. La piccola cabina è inizialmente una sorta di trenino che percorre 200 metri in galleria, quasi in piano; alla fine del binario la cabina viene “staccata” dai binari, diventa un ascensore che si alza per 70 metri.

All’uscita siamo in Corso Dogali: dobbiamo attraversare la strada; il punto non è adatto, conviene arrivare all’attraversamento pedonale a sinistra uscendo dall’ascensore ( non perdetevi l’insegna sopra la vostra testa); attraversare e andare a destra per raggiungere l’entrata del “Castello D’Albertis” (3) con il suo piccolo parco e la villa costruita (nel 1892 , anniversario della scoperta dell’America ) in  stile eclettico ( falso medioevale, neo gotico) dal Capitano D’Albertis su quel che restava del forte di Montegaletto i cui bastioni cinquecenteschi fanno da base alla struttura: oggi la Villa ospita la dimora – museo del Capitano con una gradevole collezione di oggetti di varie etnie (Museo delle Culture del Mondo) e qualche interessante locale mantenuto nello stato d’origine come “Il Salotto Turco” : in una loggia panoramica si può apprezzare una piccola scultura di un bimbo  del 1872 dello scultore Giulio Monteverde: Cristoforo Colombo ,fanciullo.

(Orari del museo 10 -17 in inverno – 10 -18 in estate. Biglietto a € 6,00 – da non dimenticare la CARD MUSEI che con € 16 permette l’accesso a quasi tutte le strutture della città per 48 ore e a € 20 CARD MUSEI+BUS, molto conveniente- altre info. www.castellodalbertisgenova.it.). 

Riprendiamo la passeggiata dopo l’eventuale visita al parco e al Castello: uscendo dal Castello giriamo a destra e percorriamo non Corso Dogali, in discesa, ma Corso Firenze: in breve arriviamo ad uno slargo del marciapiede con pino il (4) Belvedere Don Ga: già da questa postazione si può godere di una bella vista sul centro Storico e sull’Albergo dei Poveri: una poderosa costruzione del 1.600 destinata ad “accogliere” e confinare i poveri della città. Ma se si prosegue si può entrare attraverso un varco nella cancellata in un grande spazio ricavato sopra un parcheggio: i Giardini Giuseppe Dossetti; qui gli scorci sull’Albergo dei Poveri sono molteplici e interessanti. Dietro l’edificio un ampio spazio verde, un tempo gestito dal Servizio giardini e Foreste del Comune di Genova, è oggi destinato a campo di tiro con l’arco e tentativi di ripristino delle serre e del verde da parte di cooperative e associazioni.

Proseguiamo la passeggiata lungo Corso Firenze osservando il panorama e i palazzi della borghesia ottocentesca costruiti lungo il corso, alcuni di ottima fattura.

Superata un’ampia curva della strada e altri giardini arriviamo alla Chiesa di San Nicola: da qui si dipanano stradine (creuze, in genovese) in discesa: belle mattonate, magari non ben tenute ma romantiche e che portano rapidamente in centro: erano le uniche e principali strade di collegamento tra il centro storico e la collina, prima della costruzione della circonvallazione.

Proseguiamo ancora lungo Corso Firenze con scorci sul centro storico, in lontananza la Lanterna e Il Castello D’Albertis; poi ancora bei palazzi e un altro Castello in stile eclettico, falso medioevale goticheggiante: il Castello Bruzzo.

Lungo la via possiamo anche verificare gli incredibili accessi di alcuni palazzi: si entra all’altezza del tetto, attraversando un ponticello. Oppure si possono vedere alcune scalinate che portano alle strade sottostanti, come ad esempio quelle che portano in via Pertinace (Imperatore Romano genovese che regnò pochissimi giorni)

In breve passiamo davanti ad una chiesa e una pasticceria e siamo in Piazza Villa, (5) un giardino dal quale accediamo rapidamente alla Spianata Castelletto:(6) uno dei punti panoramici più conosciuti della città. Da qui possiamo scendere con l’ascensore fino a Piazza Portello ma il mio consiglio è di scendere a piedi lungo la mattonata che prenderemo a destra del belvedere: Salita alla Spianata Castelletto (7) scenderemo fino ad un bivio prendendo a sinistra la Salita San Francesco (8)  passando dietro al Palazzo della Meridiana e sotto la casa che ospitò in una notte tempestosa  il giovane poeta  Paul Valéry: era il 5 Ottobre 1892 e fu la “Nuit de Gênes” (una targa sul palazzo ricorda l’episodio) (9). Una breve discesa ci porta in Piazza della Meridiana: a sinistra la Via Garibaldi, di fronte l’intrico dei vicoli di Genova

Dimenticavo! Quanto dura la passeggiata? da un’ora e mezzo e due ore e mezzo inserendo la visita al Museo del Castello D’Albertis.

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